Gli inferni di Beppu

Il paesaggio di Beppu è sicuramente uno dei più unici che abbiamo mai visto: sbuffi di vapore bianco fuoriescono dalla terra e avvolgono gli edifici costruiti lungo la collina e affacciati sulla baia. È una città sviluppata sull’energia geotermica generata dai tre monti vulcanici che la circondano e dal più lontano Monte Aso. Grazie alla presenza di numerose caldere, solfatare e sorgenti termali, le cui temperature vanno dai 37 ai 98 gradi, Beppu è diventata una delle destinazioni termali più importanti del mondo.

The Beppu landscape is surely one of the most unique we have ever encountered: white steam coming out of the ground and enveloping the houses, built on the hill and facing the ocean. Beppu is a city built on the geothermic energy generated by the volcanoes that surround it and by the further Mount Aso. It is one of the most famous hot springs destinations of the world, thanks to its waters and steam that go between 37 to 98 degrees. One of the most fascinating attractions of the city are the so called “Hells of Beppu”, situated in the Kannawa area. There are 7 Hells of Beppu, and each one is different from the other due to its geographical location.

Una delle attrazioni sicuramente più affascinanti della città sono gli “inferni di Beppu”, sorgenti termali situate nel quartiere di Kannawa, ognuna con una propria caratteristica particolare dovuta al luogo specifico in cui sorge. Gli inferni sono sette e sono:

Umi-jigoku

Un lago di colore cobalto, ma con una temperatura di 98 gradi. Questa bellezza naturale fu creata 1,200 anni fa dall’esplosione del vulcano Tsurumi ed è circondata da una rigogliosa vegetazione, palme e persino il suo tempio, del quale si intravede il torii in una delle foto. L’Umi-Jigoku fa parte dei Siti Nazionali di Scenica Bellezza, insieme ad altri tre degli inferni di Beppu.

This cobalt-blue pond reaches a temperature of 98 degrees. This natural beauty was created 1,200 years ago by the volcanic explosion of Mount Tsurumi. The pond is surrounded by a blooming nature, some palms and it even has its own temple, which you can see from my second picture. Umi-Jigoku is one of the four Hells of Beppu that have been designed as Spot of Unusual Scenic Beauty by the Japanese government.

Umi-jigoku
Umi-jigoku e le sue palme
Si intravede dietro la nuvola di fumo il torii del tempio
Oniishibozu-jigoku

Il nome di questo inferno significa letteralmente “l’inferno del monaco rasato”, sia per il nome dell’area, Oniishi, sia perché le bolle di fango che continuano a ribollire ricordano un po’ le teste rasate dei monaci. Guardare il fango creare queste forme ritmicamente è stato quasi ipnotico.

The name of this hell literally means the “Oniishi shaven head hell” after the name of the area, Oniishi, and because the large and small bubbles of hot grey mud that boil up here look like the shaven heads of the monks. It was very entertaining just look at the rhythmic formation of these bubbles.

Oniishibozu-jigoku
Il fango che ribolle – Oniishibozu-jigoku
Oniishibozu-jigoku mud
Kamado-jigoku

Il Kamado Jigoku, che può essere tradotto “Inferno del Forno” deve il suo nome all’antica tradizione di usare il vapore caldo delle sue acque termali per cucinare il riso da poi offrire alla divinità del santuario Kamadomon Hachimangu. In questo inferno si possono trovare diversi tipi di sorgenti, i cui colori variano dal rosso al cobalto fino ad arrivare al marrone creta, e una serie di attività interattive.

The Kamado Jigoku, which can be translated as the “Kitchen Hell”, is named after the ancient custom of using the fumes of this spring to cook offerings of rice to the guardian god at the Kamado Hachimangu shrine. There are various types of hot spring waters here, from cobalt-blue to clay brown, and a series of interactive activities.

Ingresso pittoresco
Dettagli delle decorazioni
Attività interattive del Kamado Jigoku

In una zona di quest’area, ad esempio, si trovano delle fessure da cui fuoriesce il vapore termale, con il quale ci si può scaldare le mani e allo stesso tempo approfittare dell’azione idratante sulla pelle. Bisogna solo stare un po’ attenti perché la temperatura raggiunge i 100 gradi!

In one of the areas of this hell, you can interact with the steam which is said to have a positive effect on the skin. But careful, the steam temperature can reach 100 degrees so don’t forget to keep your distance!

Oniyama-jigoku

Il nome di questo inferno deriva dal quartiere in cui è collocato, ma è conosciuto anche come “Wani-jigoku”, l’inferno del coccodrilli. Ci ha stupito venire a conoscenza del fatto che le temperature delle acque termali di questa zona sono molto favorevoli all’allevamento dei coccodrilli, che sono allevati in questa particolare zona dal 1923. Ogni sabato e domenica dalle 10 alle 14.30 si possono vedere gli addetti dar da mangiare ai coccodrilli. All’interno di uno degli edifici del complesso si trova un museo nel quale, tra gli altri, si trova anche l’imbalsamato Ichiro, uno dei coccodrilli un tempo allevati nel Oniyama-jigoku e che deteneva il record di longevità e di lunghezza dell’allevamento.

The name of this hell derives from the district in which it is found, but it is also known as “Wani-jigoku”, the crocodile hell. Crocodiles were first bred here in 1923 using the hot spring’s warmth, which we learned creates the perfect environment for these reptiles. Every Saturday and Sunday, between 10 and 14.30, you can see the workers while they feed the crocodiles. Inside the complex, you can also visit the museum, where some of the embalmed crocodiles are displayed, including Ichiro, that once was the longest and most long-lived crocodile of the breeding farm.

Shirake-jigoku

L’Inferno Bianco prende il nome dal colore bianco delle sue acque, dovuto all’incontro tra le acque trasparenti e caldissime della sorgente, e quelle fredde del laghetto dal fondo del quale fuoriesce. Le piante intorno al laghetto sono disposte in maniera tale da ricordare un po’ un giardino zen. All’interno della struttura si trova anche un piccolo acquario.

This “white pond hell” is so called because the colourless water that sprouts from the ground naturally turns a bluish white due to the temperature and pressure drop when it joins the pond waters. The pond is surrounded by bushes and the whole scenery resembles a zen garden. There is also a small aquarium on the premises.

Shirake-jigoku
Chinoike-jigoku

Le acque di questo inferno, detto anche inferno di sangue, sono rosso acceso, per via del mix di rocce e argilla presenti sul fondo. È anche il più “fresco” tra gli inferni, con una temperatura che arriva “appena” ai 78 gradi. L’argilla del suolo di questo inferno viene usata per produrre un unguento molto efficace contro le malattie della pelle, il Chinoike Ointment, che si può acquistare nel negozio di souvenir all’interno della struttura.

The clay is steaming hot to the point that the steam is red. This is also the “coolest” of the hells of Beppu, with a temperature of 78 degrees. Chinoike ointment, effective for skin diseases, is made from the red clay produced here.

Tatsumaki-jigoku

L’ultimo degli inferni è in realtà un geyser, ed è stato proclamato monumento naturale dalla città di Beppu. Le eruzioni del geyser, che sono molto frequenti, potrebbero raggiungere i 50m se non fossero ammortizzate dal disco di pietra posto in cima al geyser per limitare la potenza dell’acqua. Questo jigoku raggiunge i 150 gradi ed emana un forte odore di zolfo.

The last of the hells is a geyser and has been designated as a natural monument by the Beppu City. The geyser sprouts are very close to each other and, in normal conditions, they could reach 50 meters. Not to cause any harm to the surrounding structure and to the tourists observing the sprouts, a stone has been placed at the top of the geyser to limit the water power. The temperature of the water here reaches 150 degrees.


Souvenir dagli inferni di Beppu

Come ogni attrazione turistica in Giappone, gli inferni di Beppu hanno una serie di souvenir a loro dedicati, da riportare a casa o da regalare ai vostri amici e colleghi. Noi abbiamo fatto scorta di sali da bagno, prodotti al kabosu, un agrume dal frutto verde succoso (tipico del Kyushu), come dolcetti e la salsa kabosu koshō, da utilizzare sulla carne grigliata. Nel primo degli inferni di Beppu, Umi Jijoku, si possono anche comprare un particolare budino cotto con il vapore della sorgente, dal sapore molto ricco, oppure le onsen tamago, uova bollite nelle acque dei vari inferni.

As all tourist attractions in Japan, the Hells of Beppu have their own special souvenirs, which you can bring home or gift to your friends and colleagues. We stocked up on bath salts, kabosu flavoured sweets and condiments, like yuzu kosho. In the first of the hells, Umi-Jigoku, you can also taste some of the typical foods of the hells of Beppu, such as onsen tamago, eggs cooked in the hot springs water, or Jigoku steam-baked pudding, cooked with the steam of Umi-Jigoku.

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