Pausa pranzo al Meiji Jingu

Nella giungla di cemento che è Tokyo c’è un’oasi di pace: il Meiji Jingu 明治神宮. E’ il santuario shintoista più importante della città e si trova vicino alla stazione di Harajuku.

Noi avevamo provato a visitarlo il primo dell’anno, ma causa file lunghissime avevamo deciso di posticipare la visita. E abbiamo approfittato del sole (e del fatto che Antonio potesse lavorare in remoto) per trascorrere la pausa pranzo di mercoledì immersi nella tranquillità.

Meiji Jingu 明治神宮 is a natural oasis in the middle of Tokyo. This is the most important shinto shrine of the city and it is located near the crowded Harajuku station.

We tried visiting the Meiji Jingu on January 1st, but we decided to postpone the visit after seeing the queue to get to the temple. One of the great things about Antonio’s new job is that he can work from home sometimes. And on Wednesday we decided to spend his lunch break at the temple.

Il tempio è nel cuore di un grande parco e si raggiunge percorrendo un largo sentiero di ghiaia, all’ombra della foresta sempreverde, creata grazie a 100.000 alberi di specie diverse donati dal popolo giapponese in occasione della costruzione del santuario nel 1920. Lungo il sentiero si può ammirare da un lato una schiera di botti di legno per il saké (vuote), donate da vari produttori giapponesi, e dall’altro una schiera di botti di vino, donate da produttori francesi in segno di amicizia tra Francia e Giappone.

Entry to the shrine grounds is marked by a tall gate (torii), and as soon as you walk past the gate the sounds and noise of the city are replaced with the tranquillity of the forest. This is made of approximately 100.000 trees which were donated to the shrine by the citizens of the country. A series of barrels of sake and of wine are displayed along the path that leads to the shrine. The first were donated by Japanese producers as a gift to the shrine, while the second were donated by France as a sign of friendship with Japan.

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Le caratteristiche botti di saké lungo il sentiero per arrivare al Meiji Jingu

Lungo il sentiero c’è anche l’accesso ai giardini interni (Gyoen), che abbiamo visitato prima di tornare a casa. Il Meiji Jingu ha tre ingressi, noi siamo entrati da quello sud che si raggiunge dalla stazione di Harajuku. Un torii fatto di cipresso segna l’entrata al tempio, ed è preceduto dal Temizuya, una fontana in cui i credenti possono purificarsi prima di accedere al santuario.

You can also gain access to the inner garden (Gyoen) along this path, which we visited on the way back home. Meiji Jingu has three entrances – we got in from the south entrance, which is the one from Harajuku station. Another smaller torii, made of Japanese cypress, marks the entrance to the actual temple. Next to the torii, there is a Temizuya, a water ablution pavilion that is used to purify the body before entering.

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Arrivando al secondo torii – The second torii

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Poiché siamo all’inizio dell’anno, vicino al Temizuya è stata anche preparata una stazione in cui vengono raccolti gli omamori (amuleti shintoisti) dell’anno precedente, che verranno poi bruciati secondo il rituale.

As it’s the beginning of the year, before the entrance to the shrine there also was a station to dispose of the past year’s omamori (Shinto amulets), which will then be burned according to the ritual.

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Punto di raccolta degli amuleti dell’anno passato

Chi vorrà, potrà poi acquistare dei nuovi omamori nel giardino del tempio. Quelli che vedete sulla sinistra della foto sono degli omamori tipici dell’inizio dell’anno.

You can then buy a new omamori for the new year in the courtyard of the temple. The ones on the left of the picture are the omamori that are sold at the beginning of the year.

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L’ingresso sud – The south entrance

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Nel cortile ci sono tre maestosi alberi intorno ai quali si possono appendere delle tavolette con le preghiere per le divinità. Ascoltate le tavolette di legno mosse dal vento in questo video quando avete bisogno di rilassarvi un po’…

In the courtyard of the temple there are three big trees, around which you can hang some wooden plates called Ema that are used to write prayers of wishes. If you click on the video you can listen to the sound of the wind moving the Ema already placed around the tree.

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Usciti dal tempio, abbiamo deciso di visitare il Giardino interno. L’ingresso costa 500 yen e consente l’accesso ad uno spazio verde enorme in cui si può trovare un’antica sala da tè, il Kiyomasa no Ido (pozzo Kiyomasa) e i giardini delle iris e delle azalee. Noi torneremo al giardino durante la primavera per ammirare i fiori, che fioriscono da metà Marzo a Novembre.

On our way back home, we decided to visit the Inner garden (Gyoen). The entrance fee is 500 yen and you can find the teahouse, a fishing pond, the Kiyomasa no Ido (Kiyomasa’s well), which is a famous power spot, and the iris and azalea gardens. We will definitely be back to see the flowers in bloom, as we visited in January and the flowers bloom between March and November.

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La sala da tè – The teahouse
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Durante la passeggiata – A walk in the inner garden
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Kiyomasa no Ido – The wishing well

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