Cartoline da Seoul

Seoul è una città dinamica e all’avanguardia, ma con allo stesso tempo un’attenzione particolare al passato e alla propria cultura locale.

Ci siamo rimasti solo un paio di giorni alla fine di Agosto, durante i quali abbiamo visitato alcune delle attrazioni più famose, assaggiato del buon cibo e sperimentato la vita notturna locale. Ci hanno colpito molto i modi di fare dei Coreani e le loro abitudini così diverse da quelle dei Giapponesi. Un’esempio è sicuramente la movida notturna: mentre a Tokyo questa è scandita dagli orari mezzi di trasporto e si “spegne” intorno all’1, a Seoul si mangia e beve nei ristoranti e nei bar fino almeno alle 2 di notte, per poi spostarsi nei club. Il nostro hotel si trovava a Itaewon, il quartiere internazionale e multi-culturale di Seoul, e qui abbiamo trascorso la nostra prima serata nella capitale coreana, dopo un volo di appena due ore e mezza da Tokyo.

Seoul is a modern city, but with an attention to its past and its local culture. We spent just a couple of days there at the end of August, and during our stay we visited some of the most famous touristic attractions, we ate great food and enjoyed the nightlife. We were very impressed the Korean way of living, so different from the one we have in Tokyo. One striking example is the nightlife: while in Tokyo almost everybody goes back home at around midnight, not to miss the last train, the real nightlife begins after midnight in Seoul. Restaurants and bars serve food until 2am and then people move to the clubs to dance. Our hotel was located in Itaewon, an international and multi-cultural area of Seoul and we spent here our first night in the city, just after a 2 hour 1/2 flight from Tokyo.

Itaewon at night
Una delle strade di Itaewon / First night in Itaewon

A Itaewon si possono trovare moltissimi ristoranti e bar internazionali, essendo la base militare americana molto vicina a questo quartiere. Noi abbiamo optato per un classico barbecue coreano, che ci piace gustare spesso anche a Tokyo. Diversamente dal barbecue a cui siamo abituati, quello coreano viene fatto direttamente a tavola, al centro della quale c’è una griglia a carbone rovente. Consiste principalmente in carne di maiale e di manzo, rispettivamente samgyeopsal (pancetta di maiale) e galbi (costolette di manzo), accompagnata da una serie di contorni, tra i quali non mancano mai il kimchi e i germogli di soia. Insieme alla carne vengono portate delle foglie di lattuga, che vengono utilizzate per arrotolare la carne grigliata e i contorni, da assaporare insieme in un unico boccone. Il drink che di solito accompagna il barbecue coreano è il Chamisul, un distillato di riso che può essere bevuto assoluto o mischiato con la birra.

Since it is close to the American military base, Itaewon is home to many international restaurants and clubs. We decided enjoy a classic Korean barbecue, which we usually eat in Tokyo too. The grill is placed in the middle of the table, and the meat is usually pork belly (samgyeopsal) and beef ribs (galbi). There are also many sides, like kimchi and soybean sprouts. You are meant to grill your meat, then wrap it into some lettuce and season it with sesame oil or kimchi. The drink of choice for the Korean barbecue is usually Chamisul, a colourless distilled beverage made with rice, wheat or barley. You can either drink it as a shot or mix it with beer.


Il sabato è stato dedicato a una passeggiata “culturale” nella zona antica di Seoul e ha incluso una visita al Palazzo Gyeongbokgung e al villaggio di Bukchon.

Our Saturday in Seoul has been all about culture, as we visited Gyeongbokgung Palace and Buckchon traditional village.

Palazzo Gyeongbokgung

Il Palazzo Gyeongbokgung si raggiunge a piedi dalla stazione di Gyeongbokgung, ed è preceduto dall’omonima Piazza Ganghwamun, che è stata negli anni il centro di iniziative storiche, sociali e politiche ed è ancora oggi la sede di manifestazioni politiche di vario genere. Alcuni dei monumenti più famosi della città si trovano in questa piazza, come ad esempio la statua dell’imperatore Sejoug e quella dell’ammiraglio Yi Sun Sin, e su di essa si affacciano edifici importanti come l’ambasciata americana e il palazzo del teatro.

Il colpo d’occhio una volta dentro l’ingresso del palazzo è veramente spettacolare, con le montagne che fanno da sfondo da un lato e i grattacieli di Seoul dall’altro.

When in Seoul, one of the “must do” things is to visit a palace. There are five palaces in total and we decided to visit the northmost Palace, Gyeongbokgung Palace, which can be reached by foot from Gyeongbokgung station. While walking from the station to palace, we came across Ganghwamun square, which has been the center of political, social and cultural events throughout the years. You can check out some Seoul landmarks in this square, such as the statues of Emperor Sejoug and Admiral Yi Sun-sin. It is also where the American embassy and the National theatre are located. Once you reach the Palace, you will see the stunning view of the mountains surrounding Seoul on one side and of the modern city on the other side.

L’ingresso del palazzo

Abbiamo molto gradito la nostra passeggiata nel palazzo, che è durata all’incirca un’ora e mezza sotto il caldo sole d’Agosto. I colori e i dettagli del legno intagliato dei vari edifici del palazzo sono veramente splendidi, e da soli valgono la visita. Interessante anche il cambio della guardia, che si può vedere prima di entrare nel palazzo vero e proprio. Il biglietto d’ingresso costa intorno ai 5 euro, ma è gratuito se noleggiate uno degli abiti tradizionali hanbok da indossare durante la vostra visita.

Walking across the Palace grounds is quite pleasant, even with the scorching August sun. The decorations of the wooden buildings are very intricate and colourful and these alone are worth the visit. We also caught the changing of the guard, right before entering the palace. The ticket to visit the palace is around 5 euros, but entering is free if you rent one of the traditional hanbok dresses and you wear this during your visit.

Villaggio tradizionale Bukchon

Una volta usciti dal Palazzo Gyeongbokgung, ci siamo diretti verso il villaggio Bukchon, una zona residenziale risalente al quattordicesimo secolo, nel quale si possono ammirare le case tradizionali (alcune ristrutturate) e godere di un bellissimo panorama sulla città. Molte delle abitazioni sono state trasformate in sale da tè o laboratori di artigianato, ma alcune sono ancora abitate, per cui bisogna cercare di non fare troppo rumore durante la visita di questo quartiere.

Once we finished our visit to the Palace, we went to the traditional Bukchon village, a residential area which is home to hundreds of traditional houses, called hanok, that date back to the Joseon Dynasty. Today, many of these traditional houses operate as cultural centers, guesthouses, restaurants and tea houses, providing visitors with an opportunity to experience, learn and immerse themselves in traditional Korean culture. Some people also still live in hanoks, so please be respectful while visiting the area. From the top of the hill you can also see a great view of the city.


Una volta scesi da Bukchon village, che si trova leggermente in collina, abbiamo fatto una passeggiata fino a raggiungere Insa-dong, quartiere ricco di gallerie d’arte e piccoli negozietti in cui si possono acquistare prodotti tradizionali coreani come statue, dipinti, pipe, accessori per calligrafia e articoli di questo genere. Una curiosità su questo quartiere: la maggior parte delle insegne sono in caratteri coreani, proprio per preservare la cultura tradizionale.

The last stop of our day in Seoul brought us to Insa-dong, the artistic neighbourhood, with lots of traditional shops and boutiques where you can buy typical products such as statues, paintings, pipes and accessory for calligraphy. To preserve the authenticity of the neighbourhood, all shop signs must be in Hangul (Korean characters). This is why Insa-dong is home of the one of the few Starbucks with a logo that is not Starbucks.

Ci siamo molto divertiti durante la nostra breve visita a Seoul, tra tradizione e modernità, cultura pop e specialità locali. Purtroppo non siamo riusciti a vedere molto, ma probabilmente ci ritorneremo per un altro weekend in futuro.

We really enjoyed our brief but fun stay in Seoul. We couldn’t see much due to time constraints, but we will definitely be back in the future for another weekend.

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